23 ottobre 2026

In Giappone anche i tombini sono un'arte

Era il lontano 2002 quando mettevo piede per la prima volta in Giappone. Le cose che attiravano la mia attenzione erano moltissime, tutto era diverso e interessante anche per chi era partito con una preparazione "sopra la media" come me, che all'epoca avevo già concluso due anni di studi di lingua e cultura giapponese. Eppure non si è mai abbastanza pronti ai modi in cui questo Paese sa sorprendere.
Ricordo bene che stavo passeggiando con un'amica diretta al celebre e famoso Horyuji, antico tempio della prefettura di Nara, quando mi sono imbattuta nel mio primo tombino decorato. Amore a prima vista! Il coperchio metallico del tombino riproduceva il tempio, naturalmente, ed era lavorato così bene che non si poteva fare a meno di ammirarlo. 
Tombino "funzionale ed estetico" fotografato a Kawagoe
L'idea dei primi tombini di "design" pare sia venuta a Naha (Okinawa) nel 1977 per una funzione pratica. Da allora pratica ed estetica hanno letteralmente ricoperto le strade giapponesi con motivi sempre più nuovi e accattivanti, diventando oggetto di ricerca e collezionismo, tanto che sono nati i "Manhole Cover Summit", eventi in cui i fan dei tombini giapponesi si ritrovano per condividere la loro passione. Se volete saperne di più vi consiglio di visitare la pagina Designer Manhole Covers di Web Japan. 
Tombino fotografato a Himeji, con il suo celebre castello
Gli oggetti ispirati ai tombini giapponesi sono i più disparati, dai calendari ai sottobicchieri, fino a pubblicazioni periodiche di aggiornamento sulle ultime novità e le località che ospiteranno i prossimi attesi nuovi design. La collaborazione più celebre è quella con Pokémon Co., che ogni anno rilascia nuovi design, prontamente pubblicizzati (come ha fatto recentemente la Toyama City Tourism Association). Le comunità online di appassionati sono molto attive, ed è nato anche un gioco per smartphone di successo, Manhole Quest, il cui obiettivo principale è permettere a tutti di collezionare i tombini, sia virtualmente che dal vivo. Un modo tutto particolare di esplorare il Giappone, non c'è che dire!
Tombino Pokémon (Pokélid) fotografato a Miyakojima (Okinawa)
In Italia poco tempo fa è stato pubblicato un libro tutto dedicato a questo tema: "Tombini giapponesi", che come dice il suo editore Tomodachi Press è "un viaggio illustrato di 272 pagine attraverso le otto regioni del Giappone, alla scoperta dei celebri tombini stradali decorati, vere e proprie opere d’arte in metallo. Ogni tombino racconta l’identità del territorio in cui si trova attraverso mascotte locali, specialità gastronomiche, elementi della flora e della fauna, paesaggi e tradizioni popolari. Dalle grandi città ai borghi meno conosciuti, il volume rivela un volto originale e sorprendente del Paese del Sol Levante. Un libro dedicato agli appassionati di cultura giapponese, design e viaggi fuori dagli itinerari più convenzionali, per esplorare il Giappone con occhi nuovi, un passo alla volta."
Copertina del libro "Tombini giapponesi" di Giulia Suisenti (ed. Tomodachi Press)

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